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	<title>Claudio Ferrari</title>
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	<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 07:02:45 +0000</pubDate>
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		<title>FIGURA PROLETARIA</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		
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Figura proletaria
 
 
La mia attività artistica è luogo delle mie problematiche irrisolte. Come in una fonderia il materiale fuso, una volta colato, dà origine a un’ulteriore forma, così le mie questioni vitali irrisolte, proiettate nel mio lavoro e a loro volta fuse, danno origine a un “doppio di me stesso”.
**
È stata la mia esperienza [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</strong></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="FR">Figura proletaria</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="FR"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="FR"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La mia attività artistica è luogo delle mie problematiche irrisolte. Come in una fonderia il materiale fuso, una volta colato, dà origine a un’ulteriore forma, così le mie questioni vitali irrisolte, proiettate nel mio lavoro e a loro volta fuse, danno origine a un “doppio di me stesso”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 20pt;" lang="IT">**</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">È stata la mia esperienza di paternità a costituire l’incipit di questo ciclo di lavori. Davvero non ho resistito (ahimè lo so, forse avrei dovuto) alla tentazione di tradurre in “statuetta” un’esperienza che, in un modo o nell’altro, coinvolge quasi tutti gli uomini. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il riferimento al tema del padre con il bimbo mi sembrava così palese, da considerare superfluo dare un titolo a questo ciclo di lavori. Molti spettatori però, nell’ambiente di estrazione cristiana nel quale io opero e dal quale anch’io provengo, preferiscono identificare la figura del bimbo sulle spalle con “san Cristoforo”, piuttosto che in quella di “padre con figlio”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Non riconosco come intenzionale la rappresentazione di san Cristoforo e non faccio riferimento né all’idea del dio di Abramo, che ritengo logora, né alla super-elaborazione della problematica che Gesù di Nazareth ebbe con suo padre (di cui la storia di san Cristoforo è uno dei tanti echi).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Per evitare questa interpretazione equivoca, ho cercato un titolo che meglio esprimesse la mia ispirazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><span> </span>“Statuetta” è un titolo che mi ha tentato per il suo richiamo alla concretezza, ma che ho scartato perché avevo artisticamente bisogno di più succulenza narrativa, essendo la concretezza un approdo sicuro ma, nella mia attuale fase, un ramo avvizzito.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><span> </span>Mi è poi venuto in mente il termine “Figura”, parola spesso usata nella tradizione scultorea e adatta, secondo me, ad introdurre in una dimensione su cui di sovente mi trovo a riflettere: la sacralità.</span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">“ “Sacro” è parola indoeuropea che significa “separato”. La sacralità, quindi, non è una condizione spirituale o morale, ma una qualità che inerisce a ciò che ha relazione e contatto con potenze che l’uomo, non potendo dominare, avverte come superiori a sé, e come tali attribuibili a una dimensione, in seguito denominata “divina”, pensata comunque come “separata” e “altra” rispetto al mondo umano. Dal sacro l’uomo tende a tenersi lontano, come sempre accade di fronte a ciò che si teme, e al tempo stesso ne è attratto come lo si <span> </span>può essere nei confronti dell’origine da cui un giorno ci si è emancipati.” (Umberto Galimberti, Orme del sacro, ed. Feltrinelli, XI 2000, pag. 13) </span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ben presto però, anche “ Figura”, mi è apparso un titolo inadeguato. Un sostantivo, così assolutizzato, mi sembrava che irrompesse, piuttosto che accedere, nel mondo del sacro; mi sembrava sprigionasse un’energia sproporzionata rispetto alle mie forze effettive. La statuetta inoltre, è una, ma la figura rappresentata è una… più una.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ho pensato, infine, all’espressione <span> </span>“Figura proletaria”, dove il termine “proletario” è assunto, qui, nell’accezione etimologica: “colui che ha solo la prole”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La parola “proletario” riecheggia anche la parabola storica compiuta dalla “dittatura del proletariato”; un’ ideale che, logoratosi, è infine tramontato. La dittatura del proletariato ha, pur tuttavia, fatto parte dei sogni, qui in Europa, delle esigenze e delle speranze di giustizia sociale, di molti adolescenti della mia generazione. La mia giovinezza è finita, e con essa anche la visione di una siffatta giustizia sociale. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Nel mio vocabolario, la parola “dittatura” è stata decisamente relegata tra le parole inerenti all’infamia. La parola “proletario”, invece, ritiene ancora in se’ l’immaginario collettivo e gli ideali di miglioramento sociale di una generazione di giovani, che è la mia generazione. Per questo “proletario” evoca in me profonde suggestioni, ideali e ideologiche; e non solo: conscio del suo significato etimologico, il termine esercita ora, dopo l’esperienza della paternità, una nuova seduzione, un forte fascino che alimenta quella succulenza narrativa di cui andavo in cerca nella mia arte. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">È proletario chi non possiede nulla all’infuori dalla prole….la prole e …la propria pelle…</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">L’ aggettivo “proletario”, svestendo addirittura le figure, non solo ne lustra bene bene il nudo, ma provvede a fornire “avere ed essere”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La condizione per “essere” proletari è “avere” prole!<span> </span>In qualche modo il figlio non dovrà mai separarsi dal padre, pena la fine della funzione di quest’ultimo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Avere ed essere: ecco due paradigmi che si snodano, s’intrecciano, si fondono in diverse proporzioni nel doppio di me stesso e si concretizzano in queste figure. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 20pt;" lang="IT">**</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Nelle figure, sempre ritte, la gamba portante mantiene il contatto con l’humus del suolo, l’identità. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">L’altra gamba si spinge in una determinazione ambulatoria, tenta un passo…per accedere a…</span></p>
<p class="MsoNormal">.</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
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<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Claudio Ferrari<span>, </span><span> </span>Settembre 2009</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
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		<title>ÜBER CLAUDIO&#8217;S MALEREI</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 18:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allgemein]]></category>

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Claudio&#8217;s Bilder entstehen frei von illustrativer Absicht: Erstellung des Malgrundes, dann Auftragen der Farbe. Später, fast am Ende des Zyklus folgt die intellektuelle Attribuierung:
Titel, Leitfäden, Konzepte entstehen.“ Produktion“ zur Überprüfung der künstlerischen Haltung.
Das Zeigen gilt als „Zollstock des Glaubens“ 
 
Die Malerei der letzten 10 Jahre umfasst drei Zyklen:
 Leinwandschaften
 Dialeinwände
 Versioni
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<p class="MsoNormal"><strong><span lang="FR"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="FR"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">Claudio&#8217;s Bilder entstehen frei von illustrativer Absicht: Erstellung des Malgrundes, dann Auftragen der Farbe. Später, fast am Ende des Zyklus folgt die intellektuelle Attribuierung:</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">Titel, Leitfäden, Konzepte entstehen.“ Produktion“ zur Überprüfung der künstlerischen Haltung.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">Das Zeigen gilt als „Zollstock des Glaubens“ </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">Die Malerei der letzten 10 Jahre umfasst drei Zyklen:</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE"><span> </span>Leinwandschaften</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE"><span> </span>Dialeinwände</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE"><span> </span>Versioni</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">LEINWANDSCHAFTEN</span></strong></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">Der Titel<span> </span>des Zyklus ist ein Wortspiel aus Leinwand und Landschaft</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">Die Augen, mit Wahrnehmung geladen, führen die Hand zur Leinwand.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">Die Formen schweben<span> </span>in einem „noch-nicht-mehr“ Zustand. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal">.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">DIALEINWAENDE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="DE"><strong>Die Titel weisen in ihrem Namen das griechische Präfix „dia“ auf, im Sinne von „durch“, um eine Spannung auszudrücken, die zwischen zwei am weitesten von einander entfernten Positionen besteht.</strong></span><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">So „Dia-volo“,der Teufel, der den Gegenpol zu allen Positionen einnimmt. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">So „Dia-logo“, als zwischen zwei gesprochenen Worten entstandene Erlebenswelt.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">So wird das Wort „Diàmine“ im italienischen wie das Wort „Potz“ verwendet. Das italienische Wort leitet sich ab aus einer Mischung von Diavolo (Teufel) und Domine(Herrgott). Potz beschreibt in Flüche die Entstellung des Wortes „Gott“. Potztausend ist eine Steigerung von potz-sieben-schlapperment, bezogen auf die Sakramente. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">VERSION</span><span lang="DE">I</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">Der jugendliche Wunsch die Welt zu erobern führt zur Angst vor der Vielfältigkeit der Natur. Dort, an den Grenzen, wo sich der Titanismus erschöpft, öffnet sich die Sicht auf die Möglichkeit eines<span> </span>Sieges der Malerei. Die „Versionen“ verbildlichen diesen Kampf an den Grenzen, zwischen dem Land der Malerei und den benachbarten Ländern.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="DE">Was ist die Aufgabe des Künstlers?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="DE">W<strong>as wäre die Natur ohne seine „Versionen“?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"><span lang="DE"> </span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>NOCH-NICHT-MEHR</title>
		<link>http://cccferrari.com/blog/?p=145</link>
		<comments>http://cccferrari.com/blog/?p=145#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 06:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allgemein]]></category>

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cccferrari  für die Ausstellung im Rathaus-Galerie, Haselünne, D.  Feb. 2009
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..
.
NOCH-NICHT-MEHR
.
 
Das Bewusstsein des Schadens,
das jedes Tun unvermeidlicher Weise
anrichtet, erweckt in dem Menschen 
den Gedanken eines radikalen 
Verzichts: die Welt nicht-mehr mit Schaden zu belasten.
 
.
Das Geschaffene mit seiner 
Prozedur, ist jedoch wie ein Ring
einer Existenz stiftenden Kette
und deshalb kaum zu unterbrechen.
 
.
Die Kunst, hier [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span id="more-145"></span></em></strong></p>
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<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</span></h1>
<p>cccferrari  für die Ausstellung im Rathaus-Galerie, Haselünne, D.  Feb. 2009</p>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span></h1>
<p>.</p>
<h1><span style="text-decoration: line-through;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">NOCH-NICHT-MEHR</span></span></h1>
<p>.</p>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Das Bewusstsein des Schadens,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">das jedes Tun unvermeidlicher Weise</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">anrichtet, erweckt in dem Menschen </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">den Gedanken eines radikalen </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Verzichts: die Welt <em>nicht-mehr </em>mit Schaden zu belasten.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Das Geschaffene mit seiner </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Prozedur, ist jedoch wie ein Ring</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">einer Existenz stiftenden Kette</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">und deshalb kaum zu unterbrechen.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Die Kunst, hier als „Hitparade“ </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">des menschlichen Schaffens bezeichnet,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">ist von einer hoffnungsvollen</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Epiphanie geprägt. - Die Hoffnung auf </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Formen des Seins,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">die in der Gesellschaft <em>noch-nicht</em> Platz gefunden haben.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">.</span></em></h1>
<h1><em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Noch-nicht-mehr </span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span> </span>bezeichnet</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">einen schwebenden Zustand</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">zwischen</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">geformt und ungeformt, </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">zwischen </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Hinfälligem und Neugeborenem,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">zwischen </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">dem sich anhäufenden Pessimismus der Intelligenz</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">und dem angeborenem Optimismus des Willens.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">So entstehen Dinge über Dinge </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">und dabei</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">der brennende <em>nicht-mehr</em> Gedanke</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">und der erfrischende <em>noch-nicht</em> Impuls.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span> </span><span> </span></span></h1>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">…………………………………………………………………………………………………</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span></h1>
<p>.</p>
<h1><span style="text-decoration: line-through;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">STANDBAUM / SPIELBAUM</span></span></h1>
<p>.</p>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Es ist <em>noch nicht </em>Frühling!<span> </span><span> </span>Im Obstgarten mit den alten Apfelbäumen, liegen dicke Äste ruhig am Boden.<span> </span>Sie konnten das Gewicht durch Nässe und Schnee <em>nicht</em> <em>mehr</em> tragen und sind schliesslich vom Baumstamm gebrochen.<span> </span><span> </span>Sie beherbergen <em>nicht mehr</em> die Nester und die Vögel, bieten <em>nicht</em> <em>mehr</em> den Tieren ihre Früchte an, <em>nicht mehr</em> Flüstern ihre Blätter mit dem Wind, <em>nicht</em> <em>mehr</em> verführen ihre Blüten die Bienen.<span> </span><span> </span>Am Boden, weder Drama noch Traurigkeit ausstrahlend, friedlich, ganz still, und <em>noch</em> lange <em>nicht</em> tot…</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Mit ihren Knoten, Schwellungen, Farben und Formen, alles Zeugnisse einer wundersamen, naturverbundenen Leistung, faszinieren diese Äste den Künstler: Sie zu entsorgen ist keinen Gedanken wert.<span> </span>Der Künstler schleppt sie die Wiese entlang, mühevoll, da sich die Zweige an den Boden klammern, den Weg bremsend, dem Baum ein letztes Zeichen ihrer Angehörigkeit zeigend.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Der Künstler sammelt sie in einer Ecke des Gartens, am Haus, dort senkrecht gegen die Wand anlehnend.<span> </span>In dieser Stellung, mehr als je zuvor, strahlen die Äste eine zyklopische Tragkraft aus.<span> </span><span> </span>Zwei Äste sind frei von der Wand, auf einem Podest, leicht sich gegeneinander lehnend, aufgestellt.<span> </span>Diese Stellung ruft dem Künstler das „Standbein / Spielbein“ der akademischen Studien in Erinnerung. So bleiben diese Äste, im Gleichgewicht stehend, ein ganzes Jahr draussen, den Elementen ausgesetzt.<span> </span><span> </span><span> </span><em>Noch nicht</em> Kunst, <em>nicht mehr</em> Baum …</span></h1>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">…………………………………………………………………………………………………</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "><em>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</em></span></h1>
<p>.</p>
<h1><span style="text-decoration: line-through;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">BILDNIS<span> </span>HERR<span> </span>x X.</span></span></h1>
<p>.</p>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Herr und Frau x X. sind leidenschaftliche Sammler von Artefakten, die Zeugnisse sind für die Erfahrungen, Lebenslust und<span> </span>Sensibilität des Paares, dessen Lebensumstände sie viele Jahre ins Ausland gebracht hatten.<span> </span><span> </span></span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Nicht<span> </span>die verschiedenen Sandproben und Steinsammlungen, die Zeugnis sind für wissenschaftliche, geistige Aufmerksamkeit, auch nicht der Schmuck oder die Skulpturen von Elefanten, die von<span> </span>der Pflege einer eigenen Ästhetik und von der Bewunderung für fremde Kulturen zeugen, sondern die vier an der Wand hängenden Porträts von Vorfahrenden des Herrn x X., beeindrucken den Künstlern.<span> </span>Vater, Grossvater, Urgrossvater und Ururgrossvater, von Beruf Ingenieure, Physiker und Astronomen, wurden in dunklen Porträts, Kopf und Büste darstellend, verewigt.<span> </span>Da steht der Ururgrossvater, mit prächtigen, rötlichen dicken Koteletten und einem lebensfreudigen Lächeln.<span> </span>Hat er vielleicht einem Offizier Napoleons eins auf den Kopf gegeben und damit eine prominente Position in der Gesellschaft für sich gewonnen?<span> </span>Da steht der Vater, strenger Haarscheitel, Krawatte und Anzug der vierziger Jahre.<span> </span>Obwohl die Augenachse nicht ganz getroffen ist, vermittelt der Blick Wärme und Vertrauen in eine Zukunft, die <em>noch</em> <em>nicht</em> vorzustellen war. </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Herr x X., Vater von zwei Söhnen, findet die Idee, sich selber auch portraitieren zu lassen zwecklos, wenn nicht lächerlich. <span> </span>Natürlich hat er vollkommen recht…<span> </span>Dieser Gedanke aber, irritiert unseren Künstler. <span> </span>Es irritiert ihn, an diesem aussergewöhnlichen langfristigen Kettenspiel, nämlich „transgenerationelle<span> </span>Porträtmalerei“<span> </span>nicht teilnehmen zu können. Die Bildniskette zu unterbrechen klingt wie…unsportlich…<span> </span>Der Irritation folgt die Traurigkeit. <span> </span>Die Traurigkeit wird von allen innen gespeicherten Bildern systematisch angegriffen und damit verarbeitet…nicht nur von inneren Bildern aber…</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Ein Bild, einen Kopf darstellend, gemalt vor einer Dekade und dann gelagert. <span> </span>Ein kleinformatiges, das noch keiner sah, überlebte, durch Hoffnung genährt, die periodisch auftretenden Zerstörungszüge des Künstlers.<span> </span><span> </span>Dieses Bild, das seinen Platz <em>noch nicht</em> fand, fügt sich jetzt als Bildnis von Einem x X. ein, der sich eigentlich <em>nicht mehr </em>porträtieren lassen will.</span></h1>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">…………………………………………………………………………………………………..</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
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		<title>ÜBER DAS ZEICHNEN</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 10:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allgemein]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..
cccferrari
für die Ausstellung &#8220;Arbeiten auf Papier&#8221;  Galerie Toni Mueller, Bern, CH
Dez. 2008 / Jan. 2009
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..
.
 
Claudio Ferrari zeichnet mit Tusche oder Kohle.

Die Kohle- Zeichnungen weisen Merkmale der Malerei auf: Die Formate zeigen die Tendenz grösser zu werden, „Ripensamenti“, das heisst Änderung oder Korrekturen sind zu erkennen und die meisten tragen einen Titel als Beweis [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>21</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning /> <w:ValidateAgainstSchemas /> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:SnapToGridInCell /> <w:WrapTextWithPunct /> <w:UseAsianBreakRules /> <w:DontGrowAutofit /> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--> <strong><em><span id="more-136"></span></em></strong><!--[if gte mso 10]></p>
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<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>cccferrari</p>
<p>für die Ausstellung &#8220;Arbeiten auf Papier&#8221;  Galerie Toni Mueller, Bern, CH</p>
<p>Dez. 2008 / Jan. 2009</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>.</p>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Claudio Ferrari zeichnet mit Tusche oder Kohle.</span></h1>
<p class="MsoNormal">
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Die Kohle- Zeichnungen</span><span class="berschrift2Zchn"><span style="font-size: 12pt; font-family: "> weisen Merkmale der Malerei auf</span></span><span style="font-size: 12pt; font-family: ">: Die Formate zeigen die Tendenz grösser zu werden, „Ripensamenti“, das heisst Änderung oder Korrekturen sind zu erkennen und die meisten tragen einen Titel als Beweis dafür, dass der Versuch einer Anordnung statt gefunden hat.<span> </span>Wie seine Malerei, zeigen die Kohlezeichnungen, mit den oben genannten Merkmalen, den Versuch einer „Entleerung“, die jenseits der religiösen Erfahrung einer Beichte als auch <span> </span>jenseits der weltlichen Erfahrung eines Geständnisses gehen kann. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Latente </span><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Erzählung einer kosmischen Versöhnung<em>. </em><span> </span><span> </span>Diese Kohlezeichnungen dienen als Propädeutik zum chromatischen Ausdruck der Malerei.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<p class="MsoNormal">
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Die Tusche- Zeichnungen haben eine andere Absicht. Als Titel tragen sie das Datum. Sie gelten dem Künstler als <span> </span>ontologischer Beweis seiner Existenz, eine Art „Ich zeichne, also bin ich“.<span> </span><span> </span>Im Gegensatz zur Malerei, die die ständige Bewegung des Malers verlangt, entstehen die Tusche -Zeichnungen in grösster Bequemlichkeit: auf dem Sessel, Sofa, “Daybed“. Sie haben die wohltuende Wirkung einer Atmungsübung (daher die Lunge als Symbol für das grafische Werk auf der Website).<span> </span><span> </span>Das Zeichnen mit Tusche unterbricht die lästigen Ketten von Gedanken und schafft eine Atmosphäre der Intimität.<span> </span>Ein stures <span> </span>Schwarz auf Weiss aus einer spitzen Kalligraphie-Feder stammend, verknüpft die Tusche- Zeichnungen mit <span> </span>traditionellen graphischen Techniken</span><span style="font-size: 12pt; font-family: ">, dabei einen</span><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Hauch von der „Überheblichkeit der Wahrheit“ vermittelnd</span><span style="font-size: 12pt; font-family: ">. <span> </span><span> </span>Im Gegensatz dazu sorgt der Bildträger, sei es<span> </span>dünnes japanisches Papier, ehemaliges Luftpost Papier oder Reste von Passepartout- Karton dafür, dass diese grafischen Blätter nicht den missionarisch sich ausbreitenden Charakter eines Kupferdruckes annehmen, sondern ihre Feinfühligkeit einbringen.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<p class="MsoNormal">
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Zeichnen ist eine „ pathologische Tätigkeit“, nicht normal für erwachsene Menschen. Dahinter steckt Faulendes…<span> </span><span> </span>Das Gefährlichstes ist das „wirklichkeitsgetreue Zeichnen“, bei dem die erweckte Wahrnehmung versucht, das Gesehene zu analysieren und durch ein <span> </span>inneres Verfahren in ein Bild umzuwandeln. Die Kunst liegt darin die List, mit der die Wahrnehmung sich vergisst, zu durchschauen und nicht das Motiv<span> </span>der Gewohnheit des Sehens zu überlassen.<span> </span>Dies mag das sein, was Maurice Merleau-Ponty „den ersten philosophischen Akt “ nennt. <span> </span>Trotzdem ist diese Seherfahrung beim wirklichkeitsgetreuen Zeichnen <span> </span>keine normale Erfahrung.<span> </span>Die normale Wahrnehmung der Realität kann nicht auf eine Zeichnung reduziert werden, da sie keine rein optische, sondern eine mit anderen Sinnen verwebte ist. <span> </span>Die optische Analyse und ihr grafischer Ausdruck, die Zeichnung, haben der Welt kein Geheimnis entrissen, </span><span style="font-size: 12pt; font-family: ">sondern</span><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span> </span>die ganze Erfahrung des zeichnenden Betrachters modifiziert. <span> </span><span> </span>Diese Erfahrung ist durch den als schmerzhaft erlebten Prozess der Begrenztheit geprägt. <span> </span>Die wirklichkeitsgetreue Zeichnung bleibt dadurch „abstrakt“, („abstrakt“ wurzelt in dem lateinischen Wort ab-strahere, abziehen, herleiten), da sie die Landschaft durch die Landkarte ersetzt <span> </span>und nur in einem geringen Masse “ dem Angeschauten&#8221; entspricht. Sie täuscht und enttäuscht.<span> </span>Für den Einstieg in das Gestalten, bleibt die Erfahrung des wirklichkeitsgetreuen Zeichnens unersetzbar. <span> </span>Sie vermittelt ein tieferes Verständnis der Kunst. <span> </span>Ein Gefühl des Selbstvertrauens tritt vielleicht am Ende des Tunnels der Frustrationen ein.<span> </span><span> </span>Kein Wunder also, dass so viele Künstler oft dahin zurück kehren, um ihr Formgefühl erneut zu überprüfen und das „Learning by doing wrong“ wieder zu erlernen.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></h1>
<p class="MsoNormal">
]]></content:encoded>
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		<title>ALL SHINE ALL GLITTER</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 18:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allgemein]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;
Invitation card for the exhibit in the Itowe gallery, Berlin, feb. 2008.
 
 
 
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.
.
ALL SHINE ALL GLITTER
.
BLACK WHITE GOLD.
ALL GOLD INDEED
SEEN THROUGH YOUNG EYES.
DOES  A CHILD NOT ENJOY
MAGIC
THE FRESHEST OF VISIONS ?
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..
 
ALL THAT GLITTERS IS NOT GOLD
WARN EXPERIENCED EYES
NO LONGER TRUSTING
DEMANDING EVIDENCE INSTEAD.
AGAIN AND AGAIN
PROOF AND CERTAINTY.
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..
I-TO-WE LOVE GOLD
AND SHINE AND GLITTER TOO.
CLINGING [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span id="more-135"></span></strong></em><!--[if gte mso 10]></p>
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<p>Invitation card for the exhibit in the Itowe gallery, Berlin, feb. 2008<span style="text-decoration: line-through;"><span style="font-size: 8pt; font-family: ">.</span></span></p>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: "><em>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</em></span></h1>
<p>.</p>
<h1><span style="text-decoration: line-through;"><span style="font-size: 8pt; font-family: ">ALL SHINE ALL GLITTER</span></span></h1>
<p>.</p>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">BLACK WHITE GOLD.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">ALL GOLD INDEED</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">SEEN THROUGH YOUNG EYES.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">DOES <span> </span>A CHILD NOT ENJOY</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">MAGIC</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">THE FRESHEST OF VISIONS ?</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">ALL THAT GLITTERS IS NOT GOLD</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">WARN EXPERIENCED EYES</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">NO LONGER TRUSTING</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">DEMANDING EVIDENCE INSTEAD.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">AGAIN AND AGAIN</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">PROOF AND C</span><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">ERTAINTY.</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">I-TO-WE LOVE GOLD</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">AND SHINE AND GLITTER TOO.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">CLINGING TOGETHER</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">LIKE INFANT AND MOTHER</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">I-TO-WE CLING TO ART.</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">ART</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">ANCESTOR OF RELIGIONS.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">AGAIN</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">BELIEVING</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">BLIND FAITH.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">DRAWING LINES</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">TRUTH IN BLACK AND WHITE.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">SUGGESTING GOLD</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">ON THE PAINTED WALL…</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">MESMERISED</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">BY THE HIT-PARADE OF CREATIVITY.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">FORGING DEVICES</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">CONFIDENT</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">OF THE SURVIVAL OF MEMORY.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">POWERING VALUES</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">YET</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">STAYING WITHIN THE OLD RANGE.</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR"> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">DID MY-TO-OUR VISION GET IN A TWIST ?</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">YOURS-TO-YOURS AS WELL ?</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">DISTINGUISHED FUN-SOCIETY MEMBER.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: " lang="FR">I-TO-WE A TRIFLE…</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">ART OF ART. </span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">GOLD RUSH</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: ">ALL SHINE ALL GLITTER.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: "> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 8pt; font-family: "> </span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
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		<title>LEINWANDSCHAFTEN</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 12:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allgemein]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;
 

Augen
in der Landschaft des blinden Sehens emporragend:
gerne lassen sie sich in Versuchung führen
und kennen gut die Bedeutung der Unehrlichkeit.
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..
 
Überschuss an einer grossartigen Mahlzeit
der sich anstrebt,
im Tempel des Wortes das nicht gesprochen werden kann,
Sammelstuck des Glaubens zu werden.
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..
 
Erinnerst du dich
der unendlichen Nächte der Jugend,
der unendlichen Flure der Ruhmeshalle,
der unendlichen Gespräche
über die Kunst [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span id="more-134"></span></em></p>
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<h1><span style="font-size: 14pt;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;"> </span></h1>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;"></span></strong><em><strong></strong></em></p>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Augen</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">in der Landschaft des blinden Sehens emporragend:</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">gerne lassen sie sich in Versuchung führen</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">und kennen gut die Bedeutung der Unehrlichkeit.</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 14pt;"> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Überschuss an einer grossartigen Mahlzeit</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">der sich anstrebt,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">im Tempel des Wortes das nicht gesprochen werden kann,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Sammelstuck des Glaubens zu werden.</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 14pt;"> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Erinnerst du dich</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">der unendlichen Nächte der Jugend,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">der unendlichen Flure der Ruhmeshalle,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">der unendlichen Gespräche</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">über die Kunst der Kunst?</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 14pt;"> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Anfang drittes Millennium.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Eine geistige Senke</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">in einem geomalerischen Ort</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">zwischen Solothurn und Bern…</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Wo befinde ich mich?&#8230;</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Wie spät ist es?&#8230;</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 14pt;"> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">„Poeta Magus“.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Tagesbett.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Myriaden Federschraffierungen,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">unerschöpflich</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">in der Intimität ihres knisternden Feuers.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Und dazu noch:</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">der archäologische Schoss, in dem zweiten Untergeschoss</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">im Gebäude einer digitalisierten Geographie.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Was</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Ist das?&#8230;</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 14pt;"> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Wenn der Nordwind bläst,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">und mit gegensätzlichen Wellen</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">geladen sind die Strömungen,</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">dann</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">und nur dann</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">spannt sich die Leinwand richtig auf ihren Rahmen.</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<h1><span style="font-size: 14pt;"> </span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">Es ist nicht abzulöschen</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">die brennende Scham</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">des chromatischen Vollgeständnis</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">abgelegt</span></h1>
<h1><span style="font-size: 14pt;">in von Landschaft erfüllten Augen.</span></h1>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">( Einladungskarte Ausstellung Galerie „S“, Bern 2003)</p>
]]></content:encoded>
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